Riportiamo un articolo apparso sul Corriere di Bologna sabato 10 aprile. A quanto pare i nostri nuovi vicini sono molto preoccupati per il nostro arrivo...vogliamo tranquillizzarli, arriviamo in pace.
Invece un enorme grazie a tutti coloro che proprio sabato 10 aprile, hanno riempito lo Scalo San Donato per la nostra quarta e ultima festa di pre-apertura. Grazie alle 2000 persone che hanno partecipato a queste iniziative siamo ancora vivi e pronti ad affrontare la riapertura, prevista per i primi di maggio. Le serate Sesto Senso Extended, visto l'incredibile successo, ritorneranno comunque a partire dal prossimo autunno.
Dal "Corriere di Bologna" del 10 aprile 2010
Sesto Senso, nuova vita in via Galliera
Ma è già partita la petizione
I residenti hanno chiesto chiarimenti al Comune
La serranda del circolo Italia-Africa, dove rinascerà il Sesto Senso
Da via Petroni a via Galliera. Il Circolo Arci Sesto Senso
riaprirà lì, al civico 63, occupato fino a un anno e mezzo fa da un
altro Circolo Arci, l’Africa-Italia. È durato poco meno di un anno il
‘sonno’ del Sesto Senso, centro di aggregazione giovanile assai
frequentato in passato e costretto ad andarsene dalla storica sede di
via Petroni dopo 8 anni in seguito alla decisione della proprietà di
ristrutturare i locali per poi riaffittarli a un canone maggiore e
inaffrontabile per il circolo.
Il collettivo di gestione, formato soprattutto da studenti
universitari, con conseguente forte turn over, e presieduto da Giorgio
Tinelli, non si è arreso e ha cercato in questi mesi una nuova
location. Adesso l’ha trovata. «Siamo contro la decentralizzazione,
trovare una nuova sede in periferia significava svuotare ancor di più
il centro storico», dicono i responsabili. I lavori di ristrutturazione
dello spazio di via Galliera, circa 200 mq, si sono conclusi da poco,
l’inaugurazione è prevista per l’ultimo week end di aprile. Nella via
però, già esasperata da una serie di situazioni ambientali pesanti
(lotta fra bande di cittadini stranieri - russi e africani -, vicoli e
piazzette usate come un bagno a cielo aperto, etc), c’è chi protesta
ancor prima dell’apertura del ‘nuovo’ Sesto Senso. Nelle scorse
settimane un elenco di firme di cittadini e commercianti è stata
consegnata in Comune. «Non si chiedeva esplicitamente la non apertura
del Sesto Senso, ma informazioni sulle attività che questa nuova
gestione vuole realizzare. Siamo ‘scottati’ dall’esperienza del
precedente Circolo, la strada è già abbastanza in difficoltà, siamo
preoccupati», spiega uno dei firmatari. Non proprio contro, ma neppure
a favore, quindi. Petizione ‘preventiva’.
Il Comune ha fatto sapere che ancora non conosce nel dettaglio le
attività del Sesto Senso (che ancora non si è incontrato coi residenti
ndr), ma a spiegarle al Corriere di Bologna è il suo presidente,
Giorgio Tinelli. «Abbiamo esperienza e sappiamo come ci si deve
comportare, come si deve agire quando si lavora a stretto contatto con
residenti e altri esercizi commerciali. Via Galliera è nel cuore della
città, la nostra sfida passa attraverso un sensibile cambiamento del
nostro modo di fare socialità, piccoli accorgimenti: niente musica
live, niente concerti, solo un tappeto sonoro di sottofondo, al massimo
qualche show case acustico e poi tanta arte (nel seminterrato
predisposto ad hoc), video, dibattiti, presentazione libri, spuntini
veloci e panini a pranzo. Vogliamo che le persone parlino fra loro. Le
attività più ‘rumorose’, dai concerti ai dj set, le organizzeremo, come
abbiamo fatto in questi mesi, in altri locali ‘sfruttando’ un sistema
di rete e di relazioni createsi negli anni».
Come ovviare ai rumori e pessimi comportamenti degli avventori in
strada e sotto il portico (per la classica sigaretta, etc)? «Se ci sarà
bisogno di insonorizzare lo faremo, e all’esterno del locale ci sarà
sempre qualcuno di noi a controllare e riprendere atteggiamenti
sconvenienti. Ci sarà la massima sensibilità. Anche io vivo in centro e
so bene di cosa parlo. La convivenza è possibile, non ci devono essere
preclusioni preventive. Un’attività culturale come la nostra non può
che arricchire il tessuto sociale. Ci piacerebbe lavorare in zona anche
d’estate, valorizzando piazzetta san Giuseppe. Non sapevo della
petizione, ma intendiamo assolutamente incontrare i residenti per
parlare, per tranquillizzarli e avviare un dialogo importante, magari
insieme al Comune, sperando che un suo obbiettivo sia quello di non
svuotare il centro storico».